L’incontro tra il Gruppo Sanità del PD Alto Adige e l’Assessora Martha Stocker

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Il gruppo Sanità del Partito Democratico ha incontrato il 16 marzo 2016 l’Assessora alla Sanità Martha Stocker per fare il punto sull’attuale situazione della Sanità in provincia di Bolzano e monitorare il percorso della riforma sanitaria avviata all’inizio di questa legislatura.

La situazione generale della sanità altoatesina può essere definita in chiaroscuro poichè, a fronte dei molti ambiti che appaiono qualitativamente in positivo (abnegazione del personale sanitario, ospedali che funzionano ad alto volume di prestazioni), esistono ancora problemi di difficile soluzione che spesso giungono alla ribalta dei media e condizionano negativamente l’opinione pubblica: carenza di personale, agitazioni dei medici di medicina generale, vacanza contrattuale del personale sanitario, alto costo di alcuni farmaci, ritardi sulla ricetta elettronica e difficile situazione vaccinale.

Approfondendo i singoli argomenti, il PD ritiene che riguardo alla carenza di personale, per la cui ricerca l’Azienda Sanitaria unica si è di recente attivata, sia necessario dare maggior attrattività alla proposta lavorativa in Alto Adige, creando per esempio la possibilità di esperienze di ricerca in collaborazione con strutture universitarie, fornendo opportunità sinora negate come l’intramoenia chirurgica ed anche facendo un utilizzo intelligente e flessibile della proporzionale e del periodo necessario al superamento del patentino di bilinguismo.
Riguardo invece a questioni squisitamente sindacali come la vacanza contrattuale e le diatribe stipendiali è auspicio del PD che si giunga rapidamente ad una soluzione; non solo perchè appannano l’immagine di un sistema sanitario che vuole definirsi efficiente, ma anche perché è dovere dell’azienda agire nel rispetto pieno delle regole (e quindi della sensibilità del cittadini utenti), rispettando rigorosamente i tetti di legge a stipendi, numero degli assistiti, ecc.
Nei confronti dell’argomento costo dei farmaci è opinione del PD che episodi di risonanza nazionale come quello della cittadina che ha dovuto contrarre un mutuo per pagarsi la spesa dei farmaci contro l’epatite C non si verifichino mai più: la continua ricerca di appropriatezza sarà la chiave che dovrà permettere il recupero degli squilibri di spesa (che costellano a macchia di leopardo la sanità altoatesina) e che dovrà consentire di ripristinare quell’universalità di trattamento che è il primo dovere della sanità pubblica. L’appropriatezza nelle cure si potrà realizzare – a giudizio del Partito democratico – non solo con la razionalizzazione delle strutture ma anche con un controllo rigoroso e basato sulle evidenze dell’erogazione dei farmaci e della richiesta di diagnostica e specialistica.
In merito alla ricetta elettronica il PD auspica che si realizzi la previsione dell’Assessora che indica in tre mesi il tempo necessario al raggiungimento della parità con il resto d’Italia.
Particolare attenzione il Partito Democratico ha inoltre voluto mettere su un argomento delicato e scottante, com’è quello costituito dallo stato largamente insufficiente delle quote di vaccinazione della popolazione altoatesina, che la relegano all’ultimo posto in Italia per molte malattie: si tratta di una battaglia di civiltà per cui abbiamo voluto porre all’Assessora una richiesta stringente affinché vengano attivate campagne informative che possano vincere l’ignoranza su questo tema consentendo di sottrarre tanti nostri bambini e futuri adulti ai rischi legati a posizioni culturali obsolete e socialmente pericolose.

La riforma sanitaria, di cui il Partito Democratico ha sempre condiviso l’impianto generale, aveva causato in passato più di una perplessità politica a causa delle turbolenze interne all’alleata SVP, che ne avevano rallentato e snaturato il percorso indicato da Stocker e Schäl. Attualmente sembra che finalmente la riforma sia in grado di avviare il suo cammino, permettendo di delineare in maniera più chiara le fondamenta su cui si regge. Proprio per questo il Partito Democratico ribadisce la condivisione dei suoi capisaldi che si possono al momento riassumere in concetti guida ampiamente condivisi: “un ospedale, due sedi”, Landeskrankenhaus, certificazione oncologica, appropriatezza, unicità del sistema informatico. Siamo però anche consci delle forti pressioni localistiche o personalistiche esterne: accettarne la logica, derogando quindi dai principi cardine della riforma attraverso modifiche “ad personam” o “ad nosocomium”, costituirebbe una perdita di credibilità irreparabile e probabilmente la fine della riforma. Il PD si augura che questo non accada.
Riguardo alle modifiche alla legge 7, il PD ne condivide l’impianto: la nascita della nuova figura di coordinatore degli ospedali e la conseguente declinazione in termini di maggior attenzione al territorio delle figure dei direttori di comprensorio vengono interpretate come modifiche positive perché vanno nella direzione della valorizzazione dei territori e degli ospedali. Ciò che il Partito Democratico si attende però nel caso di creazione di nuove figure dirigenziali è anche una proporzionale razionalizzazione di costi e apicalità, in linea con quanto l’opinione pubblica si attende dalla politica sanitaria in questo momento storico e in questa congiuntura economica.

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