Perchè non andrò alla Leopoldina (riflessioni in ordine alfabetico di un democratico della prima ora)

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A come assenza

Vi é un’assente illustre, a mio parere, a questa convegno: si chiama rinnovamento. Qualcuno si ricorda ancora gli Autoconvocati del Colle ? Sembra preistoria ma era solo l’estate del 2014. Erano il simbolo del rinnovamento del PD Alto Adige ma si sono persi per strada. Anzi, li hanno persi per strada. Qualcuno se n’è andato ma tanti sono rimasti. E nessuno li ha presi in considerazione: né il sindaco Spagnolli alle ultime elezioni (che pure li apprezzava ma era prigioniero delle lotte intestine del partito), nè quelli che il partito attualmente lo governano. Fanno paura ? Forse sì. Sono considerati poco esperti ? Anche. Ma nessun giovane dimostrerá mai quello che vale se continueranno a chiudergli tutte le porte in faccia. Qualcuno parlerá di questo alla Leopoldina ? Io scommetto di no.

B come Bolzano

Il mancato convegno sul rinnovamento del PD Alto Adige (vedi alla L di Leopoldina), diventato poi convegno sull’Alto Adige di domani, diventerá probabilmente il convegno sulle prossime elezioni amministrative di Bolzano. Candidati sindaci di belle speranze si confronteranno sulla lunghezza dei tre minuti e faranno il gioco dei giornalisti presenti che non vedono l’ora di avere qualche nome buono dopo settimane di bufale. Ma non doveva essere questa la sede per questi giochetti. Sono invece sicurissimo che nessuno getterá nell’arena le vere questioni che permetterebbero a Bolzano di tornare ad essere governata: riduzione dei consiglieri, soglia minima per partiti e coalizioni, riduzione degli emolumenti.

C come Carlo Costa

E’ l’unico vero fuoriclasse del partito, quello che lo tiene insieme nei momenti difficili, quello che cerca di non apparire quando le cose vanno bene. Mai candidato a nulla, dovrebbe essere candidato a tutto. Ma ne abbiamo uno solo e il partito non può perderlo per dei banali posti di potere (quelli che piacciono tanto ad altri). Mi sono prodigato a spiegargli che forse il PD in questo momento aveva bisogno di riflettere su se stesso ma credo che non mi abbia capito (o, conoscendolo, voluto capire). Ho provato a dirgli: sarebbe il momento di un autoanalisi, se vogliamo anche con Lotti e Serracchiani, certamente. Ma senza la destra e la Volkspartei, sicuramente. Che c’azzecca, avrebbe detto un tempo qualcuno. Non mi ha ascoltato.

D come domani

Sento parlare di una Leopolda 2 e sono sicuro che verrá il giorno in cui riusciremo a parlare di noi. Per questo, nel frattempo starò a casa e attenderò fiducioso il domani.

E come elezioni

E’ impressione comune che faremo molta fatica nelle prossime comunali di Bz, ma la missione di non consegnare Bolzano alla destra non è impossibile. Vogliamo provare a cambiare veramente le cose dando l’opportunitá a chi non ha voce di conquistare la scena per dire cosa pensa ? Vogliamo rinunciare ai soliti noti, ringraziandoli per quanto hanno fatto e suggerendo loro che la loro esperienza ed il loro lavoro saranno utili d’ora in poi a supporto di qualcun altro ? Non crederemo davvero che i bolzanini possano scordare quanto successo nei mesi scorsi e ci perdonino senza colpo ferire, ingurgitando di nuovo un pasticcio a base di vecchi nomi fritti e rifritti ?

F come fedeltá

Bersani parlava spesso di fedeltá alla ditta. Per me vale ancora. Per questo riesco ancora a rubare un po’ di tempo agli impegni per scrivere la mia su questo partito. Ma c’è un limite, come in tutte le cose. Inguaribile amante della lotta contro i mulini a vento

G come giudizio

E’ quello che, votando, gli elettori daranno tra qualche mese sulle nostre proposte per Bolzano e fra due anni sulle nostre proposte per l’Alto Adige. Presentiamoci con idee vincenti e facce nuove, anche se è difficile. Rinunciamo alle nostre fettine di potere e consegnamole ai più giovani. I loro successi ci riempiranno di orgoglio e marcheranno la nostra diversità, sinora più raccontata che realizzata.

H come hotel

E’ se il convegno l’avessimo fatto in un bell’hotel in montagna anziché in un capannone post-industriale ? L’Alto Adige non è solo Bolzano. Sì, lo so, che il tesoriere piange miseria perché alcuni eletti non pagano (pure questa tocca sentire, al PD), ma se era per il convegno della rinascita (del partito, vedi alla L di Leopoldina), ci si sarebbe autotassati volentieri. O no ?

I come idee

Trovare idee vincenti dovrebbe essere il primo pensiero di chi vuol bene al Partito Democratico. E, a mio avviso, le idee per migliorare il partito dovrebbero precedere quelle che riguardano l’Alto Adige di domani. Sempre che noi si voglia essere il motore dell’Alto Adige di domani. Un partito, o una parte di un partito, che sostiene il suo potere attraverso autocelebrazioni e non attraverso autocritiche, o che – peggio – ignora i propri errori, non ha futuro.

L come Leopoldina

Questo convegno, che i giornalisti hanno chiamato simpaticamente Leopoldina (per scherno ? per simpatia ?) e che noi abbiamo subito accettato (per comoditá ? per ignavia ?) nasceva – almeno nelle intenzioni di molti che lo avevano pensato qualche mese fa – come giornata di ricostruzione di un partito lacerato dal fallimento delle elezioni del capoluogo e che doveva dimostrare al mondo la sua capacitá di autorigenerazione. Facce nuove, idee nuove, proposte nuove. Con i vecchi marpioni lontani dalle quinte a dispensare la loro saggezza, con il pudore di chi si rende conto che molti errori sono stati fatti e la modestia di chi comprende che é ora di fare entrare aria fresca. Quindi, con tutto il rispetto per le sorti dell’Alto Adige di domani, questo era il momento di una riflessione politica all’interno del PD per cercare di capire come porre rimedio al disastro causato dalla contrapposizione in bande. E forse saremmo riusciti finalmente a metabolizzare il concetto che sta alla base di un’ipotetica rinascita: il ricambio. Difficile vero ? Infatti sfogliamo l’elenco di chi pare si sia candidato al vernissage dei “tre minuti di gloria” e vedremo che le facce nuove ascrivibili al PD sono veramente pochine.

M come marziani

Ti aspetti di trovarli su Marte, appunto, non a un convegno del PD. Eppure ci sono, anzi non sono neppure lì per caso ma sono stati persino invitati. Mi riferisco ai membri di altri partiti che nulla hanno a che fare con noi, vuoi per ideologia opposta, vuoi perché corresponsabili dello sfacelo pre- e post-elettorale di Bolzano, vuoi perché ammantati di una patina di democraticitá che non hanno, vuoi perchè – semplicemente – non hanno mai smesso di insultarci. Avevamo bisogno d’altro, abbiamo ricevuto in cambio ex deputati del Polo delle Libertá, notabili SVP e persino Liberal PD. Consoliamoci.

P come primarie

Sono il marchio di fabbrica di chi il PD l’ha costruito e che nel PD, nonostante tutto, ha sempre creduto. Certo, se ne é abusato e ci sono costate molto (in Italia ma anche in Alto Adige), ma questo é successo ogniqualvolta se ne é distorta la funzione principale, quella di una libera scelta all’interno del partito. L’aberrazione dei PakDem che quasi costava l’elezione alla segretaria Di Fede è l’esempio che testimonia come l’allargamento e l’inclusione forzata non sono sempre meraviglie della democrazia ma escamotage pelosi per la conquista del potere. Le primarie restano una grande risorsa e chi le schernisce o non se ne sente legittimato (come abbiamo letto in questi giorni) non é pronto per il Partito Democratico. Sei caselle indietro e ripassa dal via.

Q come quesito

Ma che avranno mai da dire i poveri Lotti e Serracchiani sul futuro dell’Alto Adige ? Tappezzeria di qualità ?

R come rottamazione

In Italia non ha funzionato (Renzi, nonostante tutti i proclami, tende a circondarsi di solidi e sperimentati politici dell’era pre-rottamazione), ma non sembra che funzionerá nemmeno da noi. Le prossime elezioni di Bolzano, le successive amministrative e le politiche saranno il banco di prova che dimostrerá se, dopo aver predicato bene, avremo razzolato male. Davvero nessuno oltre i due mandati ? Il rinnovamento ci sarà davvero ? Ce la faremo ?

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