Roma, o cara

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E’ difficile trovare un articolo che sintetizzi il tuo pensiero politico senza sbavature. A me è capitato. E il fatto che riguardi la mia città natale, dove però non voto, mi rende ancora più felice. Col rimpianto per la porcata commessa da Renzi e Orfini nei confronti di Ignazio Marino.

Sono nato e vissuto a Roma. Voto a Roma. Il mio voto terrà conto soprattutto della condizione della mia città. Ora “capitale” per lo più viene associata alla parola “mafia”. Roma è precipitata nel degrado più assoluto, dal punto di vista di vivibilità e di decenza politica. I fascisti e i piddini, da soli e d’accordo tra di loro, hanno compiuto il sacco della città. Nessuno può contestare questo dato di fatto. Se fossimo nelle ère delle rivoluzioni, il popolo romano si sarebbe rivoltato. Oggi invece porta furtivamente il suo sacchetto di immondizia all’angolo delle strade, ci penseranno poi i gabbiani a spargerlo al vento. I quartieri hanno l’aria cupa dell’abbandono. Però si vota. E i piddini e i fascisti addirittura hanno osato ripresentare le liste e ricandidarsi a malgovernare. Renzi proprio a Roma ha compiuto il suo capolavoro. Con la grazia di un capobastone è intervenuto contro il “suo” sindaco eletto dai cittadini, lo ha cacciato in malo modo, impedendo qualsiasi dibattito e violentando tutte le regole. Ci consola che da vero stratega avrà fatto tutto questo per accorciare la sua amministrazione di due anni e consegnare la città ad altri. Marino, che certamente era in assoluto il più lontano dai traffici mafiosi del Pd romano, sarà stato anche debole e pasticcione, ma era la faccia decente del centrosinistra. Purtroppo non era del cerchio magico fiorentino. Oggi il Pd precipita nel ridicolo perché, non sapendo a che aggrapparsi, fonda la sua campagna elettorale su una dichiarazione della candidata del M5stelle che affida il suo destino politico nelle mani dei capi del Movimento. E non si accorge, il Pd, che il passato prossimo proprio al suo interno dimostra che, il record di violenza politica e di antidemocrazia, sarà comunque difficile poterlo strappare ai vertici del Nazareno. Io voterò la candidata sindaco del M5S. Con una città così devastata una briciola di realismo consiglia di non sprecare il proprio voto in testimonianza ideologica (l’unica alternativa sarebbe Fassina, e quindi anche come “testimonianza” quella catto-comunista mi è lontana). Spesso ho criticato i grillini. E non ho cambiato idea. Non mi riconosco per nulla nella loro politica estera antieuropea, hanno compiuto errori grossolani nella gestione politica ai tempi di Bersani, ma soprattutto trovo inaccettabile la loro strategia, dal sapore amaro di totalitarismo, che punta dichiaratamente al 51% e non a quella politica delle alleanze che è il sale della democrazia. (E Renzi nella sua stupidità arrogante ha preparato loro anche la legge elettorale più adatta per lo scopo). Inoltre, pur sapendo come vengono gestiti in modo personalistico tutti, ripeto tutti, i partiti italiani, dà fastidio nel M5S l’ostentazione del potere carismatico o addirittura occulto. La presenza “determinante” del “figlio” è davvero inquietante. Eppure, oggi il M5S è l’unica formazione che sta allevando una nuova classe dirigente. Saranno tutti piccoli strumenti eterodirettidall’alto? Più dei dirigenti berlusconiano o piddini? Il futuro ce lo dirà. Diciamoci la verità: oggi il giovane che va ad iscriversi ad un partito ha nella quasi totalità l’unico movente di entrare in una carriera del malaffare. Forse si salva solo qualche giovane antidiluviano nostalgico del Duce o di Stalin. Almeno finora i giovani dei 5stelle sono stati gli unici a portare con la loro inesperienza anche un carico prezioso di buona volontà e di valori civici. Chi come me ha perso quasi del tutto la speranza che questo paese possa risalire dalla china precipitosa a cui è stato condannato dal berlusconismo, dall’inciucismo dalemiano e napolitaneo, dalle velleità di regime renziane, si guarda attorno e vede solo macerie: una informazione sempre più concentrata e asservita, una tv monopolizzata dal principe, una economia scassata, un clericalismo sfacciato, una retorica delle “riforme” che fa passare come tali qualsiasi provvedimento indecente tipo pre-centrosinistra degli anni ’60, la migliore gioventù italiana che fugge all’estero o desidera farlo, la politica che rigurgita di bancarottieri e di democristiani, senza nemmeno l’ombra dei valori di alcuni capi della Dc. E allora tocca prendere atto che le classi dirigenti italiane in ogni settore sono o arrese o dilettantesche o corrotte. Chi ha l’energia e la possibilità di ricostruire? Attendo indicazioni. Ma a Roma il problema non è la politica estera o il populismo. E forse nemmeno il traffico e l’immondizia. Al Pd, e anche alle destre, serve un lungo periodo di digiuno. Dal potere. Sono dannosissime le foglie di fico come Giachetti inventate per coprire un passato indegno che non si è avuta la forza, o la volontà, di rimuovere davvero. La soluzione non è nel mettere la sporcizia sotto al tappeto. Un piddino che domenica vota Pd certo dimostra di non amare il suo partito, ma regala una cucchiaiata di nutella a un obeso terminale. Urge che tutte le attuali apparati, partitici e burocratici, vadano a casa o a Regina Coeli. Senza questo primo passo, tutto è inutile. E non facciamoci prendere in giro da certe argomentazioni. Nessuno si aspetta che i problemi pratici di Roma siano risolti dalla bacchetta magica di Raggi. Ma almeno la corruzione potrà combatterla davvero, la 5 stelle, e non per finta. Che apra gli armadi zeppi di scheletri del Campidoglio. Sento dire che Raggi sarebbe inesperta anche se ha una legislatura come consigliera comunale. Magari il nostro presidente del consiglio o molti suoi ministri avessero messo piede in parlamento anche solo da turisti prima di assumersi responsabilità politiche apicali! Soprattutto non dimentichiamoci cosa hanno combinato a Roma gli “esperti” di amministrazione pubblica, di territorio, di questioni sociali. Non scherziamo con le cose serie. Spero che la loro sconfitta sia pesante.

di Enzo Marzo, direttore di Fondazione Critica Liberale (www.criticaliberale.it),

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